02 giugno 2016

CHI AMA GLI ANIMALI E' PIU' PORTATO A FAR DEL BENE A TUTTI E LA SCIENZA LO DIMOSTRA

di Stefano Bovone

Per la prima volta tracciato in Italia il profilo del maltrattatore di animali o killer seriale e ne deriva una persona incline a comportamenti antisociali e criminali anche nei confronti della specie umana.

Principalmente maschio al 96% dei casi  e minorenne per un 27%, e’ quanto emerso da uno studio condotto dall’associazione Link-Italia e dal Nucleo Investigativo per reati in Danno agli animali (NIRDA) del Corpo Forestale dello Stato, su un’analisi di 942 casi in uno studio intitolato “Zooantropologia della devianza”

Confermato anche da una ricerca all’interno delle carceri, su un totale di 537 detenuti, l’87% ha assistito a maltrattamenti o uccisioni di animali o li ha compiuti personalmente quando era minorenne.

Lo studio ha inoltre evidenziato che l’età media in cui si manifesta la crudeltà sugli animali è  tra i 4 o 5 anni.
In conclusione lo studio evidenzia che il maltrattamento sugli animali è una spia di pericolo sociale, sintomo di una potenziale situazione esistenziale patogena e predittiva di comportamenti devianti o criminali (come omicidio, stupro, stalking o rapina)" e che "infatti è stato inserito dall'Oms fra i sintomi del Disturbo della Condotta, che è l'anticamera del Disturbo Antisociale in età adulta". Per questo conclude: "Le istituzioni e le organizzazioni sociali, devono educare ad atteggiamenti positivi verso gli animali".

Di conseguenza, come del resto era già scaturito in studi precedenti, chi ha maggiore empatia verso gli animali è naturalmente più propenso a manifestare empatia verso i propri simili, esattamente il contrario di quello detto dal Papa nel suo ennesimo inutile discorso nell’Angelus.